Il tema scelto quest’anno dall’OMS per celebrare la Giornata Mondiale senza Tabacco è:

“Gender and tabacco with an emphasis on marketing to women”
“Le strategie di marketing del tabacco rivolte alle donne”

Controllare la diffusione epidemica del tabacco tra le donne è una parte importante di una strategia globale di controllo del tabacco. La Giornata Mondiale senza Tabacco 2010 richiama l’attenzione sugli effetti nocivi del marketing del tabacco rivolto alle donne e in particolare alle ragazze giovani e sottolinea la necessità per i quasi 170 Paesi aderenti alla Convenzione quadro internazionale per il controllo del tabacco dell’OMS di vietare ogni forma di pubblicità dei prodotti del tabacco, la loro promozione e sponsorizzazione in conformità con le proprie costituzioni o principi costituzionali. Le donne costituiscono circa il 20% di oltre un miliardo di fumatori nel mondo. Questa cifra è destinata ad aumentare. La prevalenza dei fumatori maschi ha già raggiunto un picco importante mentre la prevalenza di fumatrici tra le donne è in aumento: 2009 – 2010  ha smesso di fumare

5 % degli uomini
contro
2,6 % delle donne

le donne rappresentano dunque un target importante per l’industria del tabacco che ha bisogno di reclutare nuovi consumatori per rimpiazzare quelli attuali che moriranno prematuramente a causa di malattie fumo correlate.

L’abitudine al fumo di tabacco è la prima causa prevedibile di morte nel mondo. Si stima che metà delle persone che oggi fumano regolarmente moriranno a causa di patologie correlate al fumo. Il fumo è ritenuto responsabile del 75-90 % dei tumori polmonari e delle broncopneumopatie croniche ostruttive; è inoltre un importante fattore di rischio per altri tipi di neoplasie (laringe, vescica), per patologie cardiovascolari (infarto del miocardio, angina pectoris) e cerebrali (ictus). Si stima che causi, nel mondo, 5.000.000 di decessi l’anno: 1 vittima ogni 8 secondi.

Ugualmente allarmante è il fatto che centinaia di migliaia di persone che non hanno mai fumato muoiano ogni anno a causa di malattie causate dal fumo passivo, ovvero l’inalazione del fumo di tabacco ambientale prodotto dai fumatori. Le evidenze scientifiche non lasciano dubbi: l’esposizione protratta a fumo passivo può causare malattie gravi, come neoplasie polmonari e cardiopatie ischemiche pur con frequenza minore rispetto al fumo attivo. Le conseguenze sulla salute pubblica delle malattie attribuibili al fumo passivo sono così ingenti che, negli Stati Uniti, il fumo passivo è considerata la 3° causa prevenibile di malattia, disabilità e morte, dopo fumo attivo e alcolismo.

Disposizioni Legislative vietano di fumare in tutti gli ambienti chiusi ad eccezione di quelli privati non aperti al pubblico e di quelli espressamente riservati ai fumatori. Oltre a tali disposizioni, la lotta al tabagismo, necessita del potenziamento di interventi preventivi a livello locale. In particolare si dovrebbero incrementare le attività volte a favorire la disassuefazione al fumo, promuovere l’informazione sui rischi per la salute correlati all’abitudine al fumo e sui benefici derivanti dalla sospensione rivolti ai soggetti particolarmente a rischio: giovani e donne in gravidanza.

Sono quindi indispensabili interventi interdisciplinari che coinvolgano, oltre al Volontariato, tutti i soggetti che hanno responsabilità in campo politico, educativo, sanitario e di informazione.
Questi interventi preventivi, se attuati in modo coordinato e protratto nel tempo, potranno ridurre il numero di coloro che iniziano a fumare e fornire uno stimolo ai fumatori che desiderano smettere.