CONFERENZA STAMPA sul FUMO NELLE SCUOLE 27 febbraio 2010
LICEO CLASSICO “G. C. TACITO”

Un’iniziativa importante non solo per i risultati emersi dall’accurata indagine sul fumo nelle scuole compiuta dalla Sezione Provinciale LILT-Tr, ma anche perché ha rappresentato e rappresenta un momento di crescita e scambio tra studenti, docenti, genitori.

La conferenza, come momento di divulgazione e di confronto riguardo l’importante problema socio-sanitario del fumo, ha riscosso un notevole successo grazie alla presenza delle maggiori testate giornalistiche e di varie emittenti tv locali. A sottolineare questo aspetto il Presidente della Sezione Provinciale della Lega Dr. Franco Buzzi che ha dato inizio ai lavori, ringraziando tutti gli intervenuti e la scuola ospitante nella persona del preside prof. Brunero Brunelli.

L’incontro-conferenza sintetizza un percorso che LILT, scuola, studenti e genitori stanno facendo insieme per centrare l’obiettivo, abbandonare l’abitudine al fumo.

Questa strategia rappresenta una novità, l’arma vincente è il metodo, come tiene ad evidenziare il Preside Brunelli, durante il suo intervento di apertura insieme al dr. Buzzi, “…la scuola prima del progetto LILT disponeva di 2 strumenti  di natura repressiva, sanzioni amministrative e disciplinari, la LILT ci ha invece fornito un mezzo che si fonda sull’informazione, sulla prevenzione, sulla consapevolezza e per questo la ringrazio. Il suo contributo ci ha messo in condizione di affrontare con un metodo migliore un problema fortemente sentito non solo dai docenti e dai genitori ma dagli studenti stessi”.

La storia di questa iniziativa rivolta alle scuole viene accennata brevemente dal prof. Casagrande, responsabile del progetto, che vuole però soffermarsi con forza sull’aspetto della prevenzione “…perché smettere di fumare è complicato, e lo dico da ex, l’importante è non iniziare! Le scuse banali non valgono…”. Un concetto che non lascia spazio a repliche se si considerano i dati emersi dall’indagine ed esposti dalla dr.ssa Sabatini (medico-oncologo). Strutturata in 2 fasi l’indagine ha previsto dapprima la compilazione di un questionario anonimo da parte di un campione di 634 studenti in età compresa tra i 14 e 20 anni (159 maschi e 475 femmine), che ha evidenziato un risultato alquanto preoccupante, seppure in linea con l’andamento nazionale. 18% i fumatori totali, 82% i non fumatori. E’ la popolazione femminile a detenere il triste primato, dei 114 fumatori, 85 sono femmine. Ma ciò che più sconcerta è la scarsa consapevolezza dei danni conseguenti al fumo, il 98% degli intervistati riconosce la dannosità del tabagismo, ma soltanto il 9% ne riconosce la pericolosità in gravidanza, mentre nessuno ha individuato un problema nella dipendenza e nel fumo passivo. La seconda fase, presentata dalla dr.ssa Pilardi (psicologa), consiste in un’attività di gruppo che prevede dei corsi di 10 incontri per 8 settimane, in cui si insegna, attraverso il metodo LILT, cognitivo-comportamentale, il benessere psicofisico senza la necessità di fumare e dove si prende coscienza dei danni da fumo. Medico-oncologo e nutrizionista in affiancamento.

Il messaggio che emerge dai dati scientifici è forte, il numero dei fumatori sta aumentando!

L’impegno della LILT è altrettanto forte. Dalle parole conclusive del Presidente si evince la determinazione che anima la Lega: “…dal punto di vista medico, la prevenzione, rappresenta l’arma più efficace, capace di abbattere il problema cancro del 70-80%. Per tornare al fumo che sta aumentando pericolosamente tra i giovani… INSISTEREMO!”. Un impegno reale di alto valore sociale che conferma la LILT attore principale nell’operazione prevenzione sul territorio.

[Angela Torri]

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